Viaggio di Ritorno………………..


Stiamo precipitando in una crisi recessiva che sembra non avere fine,anzi si acuisce ogni giorno di più. Le politiche economiche stanno dimostrando che invece di rimettere in moto l’economia  innalzano il debito pubblico e diminuiscono il PIL infatti il rapporto deb/pil sta arrivando al 127%. I trattati Europei ci vincolano ad un modello economico, “ispirato” a quello della Germania,fortemente mecantintilisca oriented, risulta essere  inadeguato alla nostra Economia. La stessa Germania rischia di implodersi poiché politiche come Fiscal Compact, MES stanno togliendo potere di acquisto ai Paesi periferiche che sono tra i suoi principali mercati per l’export. Tutto questo ha portato tutti noi ad un senso di precarietà, di sofferenza, ingiustizia di umiliazione,di angoscie e di rabbia sia per i lavoratori che per gli  imprenditori. La politica si è deresponsabilizzata cedendo porzioni di sovranità nazionale del nostro Paese ad un Parlamento Europeo che non abbiamo votato ,che non è competente e che non conosce gli Stati su cui pretende di dare ordini su come finanzirsi . Un Parlamento che non ci ha dato il benessere e la competitività che  ci era stata promessa entrando nell’Euro. Come sappiamo il cambio fisso ci ha tolto la possibilità di svalutare la moneta per recuperare competitività quindi contribuire,con adeguate politiche economiche e fiscali , al recupero degli squilibri nella bilancia dei pagamenti che possono anche derivare da comportamenti non cooperativi di paesi UE. Ricordiamo  che l’Euro consente ai Paesi di fare politiche deflattive a cambio fisso che penalizzano i Paesi periferici sono fortemente indebiatati e che hanno un elevato livello di tassazione  Ecco quindi che senza questa leva del cambio variabile per recuperare la competitività non rimane che la deflazione salariale ed il perpetrato tentativo di togliere i diritti del lavoratore .Nel 2008 la crisi finanziaria ha  manifestato in modo devastante la debolezza del sistema su cui si basa quello che doveva essere un modello di prosperità per i popoli occidentali . La mercificazione della moneta ha evidenziato il ruolo della finanza speculativa a danno dell’economia reale. Con questo non intendiamo dire che le banche siano cattive anzi lo sviluppo economico di un Paese si regge  sul risparmio privato e sul credito, lo prevede anche la Costituzione. Il coordinamento pubblico nell’ allocazione delle risorse finanziarie però è fondamentale affinché  tali risorse siano impiegati effettivamente per la produzione di beni reali e servizi utili. La finanza speculativa invece è finalizzata a produrre soldi da soldi e solo una piccolissima parte arriva alla produzione. La finanza attira per i suoi facili guadagni , ma per pochi e come i  crack di varie imprese, banche e compagnia bella hanno dimostrato il danno più grande lo ha avuto il  piccolo risparmiatore. L’utilizzo dei risparmi privati fondendo la banca commerciale con la banca degli investimenti aveva già mostrato la sua inefficacia e la Glass-Steagall Act ha rimesso le cose a posto fino al ’90…e poi…. i risultati li vediamo. Oggi le banche anche  hanno un livello di indebitamento tale che alcune di queste, dovrebbero dichiarare fallimento, se non avessero la possibilità  di adottare imputazioni a bilancio (Tier2 ,debiti subordinati) che  trasforma i loro debiti ad alto rischio in debiti a basso rischio scaricando; ancora una volta la responsabilità di allocazione si scarica sui risparmiatori i quali, in caso di fallimento della banca, si troverebbero con il famoso….cerino in mano!!

A questo punto qualcuno potrebbe dirci ma la corruzione, l’evasione, la spesa pubblica improduttiva ,i costi della politica, le pensioni  e tante altre cose che da anni i mainstream ci propinano e ci colpevolizzano mascherando il vero problema. Con questo non intendiamo dire che tutti le anomalie Italiane bisogna lasciarle come sono ma non vogliamo che venga confusa con l’ingiustizia sociale che, se riequilibrata, ti darebbe il contentino per la pancia e non quello sostanziale che si gioca sul piano monetario. Tutto ciò, e molto altro ancora , in libertà ma con responsabilità dobbiamo comprendere documentandoci, informandoci. In rete non mancano ,blog, libri, economisti, premi Nobel , imprenditori, cantanti, qualche politico ( ma attenti alle strumentalizzazioni ed ai trasformisti) e migliaia di internauti che ogni giorno scrivono post, partecipano a trasmissioni TV (ancora poco),dibattono su radio private, hanno siti, scrivono su quotidiani, sui vantaggi per l’Italia di uscire dall’Euro per ritornare alla sovranità monetaria.

Il Comitato Euro Exit vuole essere un punto di informazione, di studio e di confronto per tutti i colori che intendo assumere un atteggiamento attivo verso un cambiamento della cosa pubblica con il fine di ridargli il suo ruolo nello sviluppo della nostra società, della nostra civiltà. Avremo modo di proporvi argomenti, dati, articoli ,media e tanti altri documenti che ci aiuteranno a conoscere la realtà e la verità rispetto a quelle rappresentazioni costruzioni devianti che da anni vogliono farci credere e che ci fanno vivere sulla nostra pelle

Non mancate quindi di commentare i post, di proporci articoli vostri o di altri autori, di segnalarci eventi relativi al tema oggetto di questo blog e tutto ciò che puoi accrescere la nostra conoscenza e consapevolezza sui temi dell’Euro in uno in modo che la nostra lotta legale, democratica e pacifica possa farci vivere meglio in questa bistrattata Italia che è meravigliosa, piena di risorse di bellezze che non possiamo e non vogliamo che ci venga portata via da pochi egoisti e da una classe dirigente senza etica

La nostra posizione deve essere chiara fin da subito. Il nostro comitato non è un movimenti, non è un partito, non intende entrare in politica, non ha leader, non ha finanziamenti pubblici (non ne ha neanche di privati) ,non sponsorizza od è sponsorizzato da nessun colore politico e non intende farsi strumentalizzare dalla politica. Il Comitato Euro Exit ha un chiaro scopo quello di fare massa critica con i suoi aderenti per portare la politica a considerare l’uscita dall’Euro come una opportunità per gli Italiani di ritrovare il lavoro la dignità e la prosperità che ha saputo dimostrare fino a quando non abbiamo aderito a questo progetto Europeo fallimentare.

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