La prima diseguaglianza arriva dall’Europa


La disuguaglianza economica (nota anche come as divario tra ricchi e poveri, disuguaglianza dei redditi, disparità di ricchezza, o differenze in ricchezza e reddito) comprende le disparità nella distribuzione del patrimonio economico (ricchezza) e del reddito tra gli individui di una popolazione. Il termine, di solito, si riferisce alla disuguaglianza tra individui e gruppi all’interno di una società, ma può anche denotare disuguaglianza tra paesi. La questione della disuguaglianza economica è collegata alle idee di equità, uguaglianza di risultato, e uguaglianza di opportunità. (Wikipedia)

L’€ ha creato in EU 27 milni di disoccupati e altri milioni di precari sottopagati l’austerity porterà ad avere più lavoratori che accetteranno lavori al di sotto delle loro competenze aumentando la competitività tra lavoratori. Un impoverimento,un imbarbarimento della società. Non solo ma i mercati finanziari così amati dai nostri politici potranno avere disponibili lavoratori a basso prezzo per poter speculare sulle società produttive a vantaggio del rendita finanziaria e non per lo sviluppo della società per ridurre le diseguaglianze. Questo progetto estremizzerà ancora di più le diseguaglianze. Le Cina che basa il suo sviluppo sulla produzione ha ridotto le diseguaglianza sociali solo per un piccolissima parte della popolazione. La Germania finché il mercato Europeo ha potuto acquistare i suoi prodotti è andata in surplus,ma con l’austerity anche il suo modello economico inizia a cedere tanto che vorrebbe rientrare dei suoi crediti facendoli pagare ai cosiddetti Paesi periferici ed impoverirli ulteriormente affinché non minacciano la sua competitività su mercati extra UE

Pensare che la Germania sia così magnanima e materna nel voler risollevare la nostra competitività quindi di la nostra produzione è non solo illusoria ma di sospetta malafede che fa pensare ad un progetto più di colonizzazione che di integrazione.

L’unica via per riprendere la nostra produzione,quindi occupazione dell’economia reale e non solo quella del settore terrziario, è dare alle nostre imprese la possibilità di competere sui mercati internazionali con innovazione (non solo con aggiornamenti tecnologici che fanno tutti i Paesi del Mondo ) ,con un regime di cambio variabile e con uno Stato che spenda a deficit… In altri post approfondiremo il tema…..il resto sono chiacchere

Comitato Euro Exit (CEE)

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