Time for shock on the rock


I segnali del declino degli USA sono tanti e sempre piu forti.  La Cina non è piu il principale detentore del debito pubblico Statunitense,anzi dal 2010 ha sempre più ridotto gli acquisti dei bond del Tesoro USA  fino alla decisione di iniziare a venderli. La Cina non è piu disponibile a finanziare gli americani che sanno solo consumare a debito. La FED ha cosi dovuto avviare i famosi QE: la stampa di moneta artificiale. Dal 2011 al 2014 con 3 QE la FED ha riversato su Wall Street ben  4500 miliardi di dollari che ha spinto il Dow Jones ai massimi livelli. Tutto questo però, è completamente slegato dall’economia reale Americana che non cresce e questo è il fattore che più preoccupa gli analisti e il mondo finanziario in generale. I 2 grafici qui sotto ci dovrebbero far capire  che se non siamo DI NUOVO al punto di rottura poco ci manca.

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In 5 anni ,dal 2009 al 2014, il Dow Jones è cresciuto di 10000 punti e questo non grazie all’economia ma alla liquidita immessa dalla FED ed a tassi prossimi allo 0!

Diamo una occhiata anche all’andamento storico dello S&P 500

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I mercati finanziari essendo completamente scollegati dall’economia reale sono diventati dipendenti dai QE come in un rapporto tra pusher e tossicodipendente. I mercati al tapering si deprimoni e ritirano i capitali ,mentre quando arriva la liquidità diventano tutti euforici. Per disintossicarsi la BC  decide di alzare i tassi. Ma se la BC alza i tassi, chi aveva contratto un debito riuscirà  a coprire la maggiorazione degli oneri? La maggior parte delle volte no,ecco quindi che la bolla scoppia.In tutto questo sono inclusi  i “giochini”delle cartolarizzazioni e del levarage  che non fanno altro che aumentare esponenzialmente le dimensioni della bolla….leggi subprime

Dicevamo che i mercati finanziari vivono nel loro mondo liquido speculativo con incursioni nell’economia reale solo se ,nel breve, il prezzo paga bene. Il grafico qui sotto aggiunge l’evidenza di una economia Statunitense che non cresce e che JPM ne ha addirittura tagliato le stime per il
2015

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Il debito Statunitense ,inoltre,è arrivato a 18000 miliardi e qualsiasi provvedimento abbiamo adottato per diminuirlo ha sortito l’effetto opposto. In tale situzione gli USA cercano di risolvere i loro problemi accordandosi con l’ EUROPA per il TTIP, che ,come “vantaggio”,porterebbe quest’ultima  ad incrementre le esportazioni verso gli USA,  e meno intra-zona, ma con una proiezione in 20 anni di solo qualche punto percentuale in piu rispetto all’assenza del trattato. Il grande rischio invece che il TTIP comporterebbe è quello di esporre in misura maggiore l’Europa ,soprattutto i Paesi del Sud Europa,a shock economici originati da  oltre oceano, con delle ripercussioni su entrambe le popolazioni che lascio a voi immaginare.

La rigidità di cambio,unica al mondo, le politiche di austerità ed una recessione che si protrae da anni non sono sicuramente le condizioni migliori per proteggere l’Italia da una ulteriore bolla che metterebbe a dura prova il nostro siatema economico e sociale….ma forse questa è la “medicina” che vogliono farci prendere per diventare definitivamente una periferia degli USA….I nostri politici? È da anni che la bevono!

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