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L’Unione Europea e gli affari con il Sultano Erdogan

 

Nel periodo 2005-20014 la Turchia si è aggiudicata un discreto numero di gare internazionali finanziate con i fondi europei . Uno studio ha evidenziato numerose irregolarità e possibili corruzioni. Niente di cui stupirsi… ma chi è il magistrato che può indagare? Come sappiamo l’Unione Europea ha previsto che il controllore controlli sè stesso

 

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Da dove arrivano questi fondi? L’EIF European Investment Fund è il princiale finanziatore dei fondi destinati allo sviluppo degli Stati membri e anche quelli che non lo sono,come la Turchia. Chi sono i principali azionisti dell’EIF

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Quindi la EIB e la Commissione Europea sono gli azionisti di maggioranza , e guarda un pò chi c’è dietro

 

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Beata la UK che ritirerà il suo capitale!!

 

….e dulcis in fundo finanziamo la “Civil Society”

 

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……del Sultano Erdogan

 

il sultano erdogan

http://www.zerohedge.com/news/2016-07-18/erdogan-purges-8000-cops-europe-voices-concern-coup-was-staged-prepared-arrest-lists

militari turchi golpe arrestati

 

…attendiamo i campi di concentramento in Costituzione Turca

 

Tutti gli animali sono uguali ma i porci sono meno uguali degli altri — L’Orizzonte degli Eventi

Un weekend di fuoco e non a causa dell’estate meteorologica. In poche ore abbiamo avuto l’ennesima strage terroristica di civili in Francia, un tentativo di golpe in Turchia e un’altro praticamente ignorato in Armenia e altri assassinii a sangue freddo di poliziotti negli Stati Uniti.Parrebbe francamente difficile pensare ad un’unica regia che, dai sotterranei della…

via Tutti gli animali sono uguali ma i porci sono meno uguali degli altri — L’Orizzonte degli Eventi

CHI RIESCE A CAPIRE QUESTO GRAFICO ?

 

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DI MIKE WHITNEY

counterpunch.org

Significa che gli Stati Uniti sono in mezzo alla fase di recupero post-crisi più scadente nella storia delle crisi economiche dalla seconda guerra mondiale ad oggi. “Ma come può essere?” potremmo chiederci, dopotutto la FED non ha mantenuto i tassi di interesse a zero per 7 anni consecutivi mentre allo stesso tempo innaffiava l’intero sistema finanziario con più di 4000 miliardi di dollari?

Senz’altro hanno fatto tutto questo, ma ciò che essi definiscono stimolo monetario ha fallito nel far risollevare l’economia dal suo languore e produrre la robusta ripresa promessa e ripromessa ad nauseam. Al contrario, il PIL Statunitense si è trascinato su un 2,2% dal 2009 ad oggi, marcatamente al di sotto del 3,6% che è il dato medio dei precedenti 60 anni. Conclusione: non c’è modo che l’economia esca da una fase di stagnazione a lungo termine a meno che le decisioni politiche non cambiano radicalmente di segno. Diamo una occhiata a questo grafico che illustra i risultati dell’operato della FED, tratto da un articolo del Fortune:

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Ed il commento dello stesso Fortune:

“Come possiamo notare le revisioni, in generale, mostrano dati che marcano una crescita post-recessione ben più anemica del previsto. Dal 2011 all’anno scorso, l’economia USA, in media, è cresciuta solo del 2% annuo, molto al di sotto della media post bellica di oltre il 3% annuo”. (da:The post-recession economy is worse than we thought, Fortune).

Difficile a credersi, non è vero? Difficile credere che la FED possa scaricare 4000 miliardi di dollari nel sistema finanziario e non colpire nemmeno l’obiettivo della soglia del 2% di inflazione? Come può essere? Credevo che più soldi in circolo generassero maggiore inflazione? Mi sbagliavo?

Si e no. Le politiche della FED, infatti, hanno creato inflazione, semplicemente non il genere di inflazione che riflette un intensificarsi dell’attività economica. Ciò che la FED ha creato è inflazione degli assets finanziari, facendo lievitare i prezzi di azioni e obbligazioni, cosa che ha portato ad instabilità finanziaria e difficili periodi di riaggiustamento. Lo S&P è più che raddoppiato dal 2009, il Dow Jones è addirittura triplicato. I prezzi delle azioni sono balzati alle stelle e gli speculatori di Wall Street hanno guadagnato alla grande. Solo i “poveri scemi” che lavorano non hanno beneficiato delle politiche della FED perché di quei soldi nulla ha raggiunto l’economia reale, ovvero il luogo dove potrebbero anche servire. Al contrario, resta tutto congestionato nel sistema finanziario stesso, gonfiando una bolla dietro l’altra.

Ecco una rappresentazione grafica dell’operazione di pompaggio denaro della FED:

 

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Fonte: MarketOracle.co.uk

Notiamo come la linea nera schizza alle stelle ad ogni nuovo giro di alleggerimento quantitativo? Così funziona la misura della FED. I ricchi diventano tranquillamente più ricchi mentre la gente che lavora cerca di barcamenarsi tra meno ore di lavoro, salari peggiori, spese sanitarie più care e zero risparmi per la pensione. E ci meravigliamo se Bernie Sanders ha ottenuto il suo bel seguito?

Adesso se guardiamo il grafico con attenzione possiamo notare che la FED ha smesso di pompare denaro nel sistema nell’Ottobre 2014, un anno e mezzo fa circa. Da quel momento i prezzi sono saliti ulteriormente, fatto che dovrebbe riflettere accuratamente solidi fondamentali sottostanti questo valore. Chi mai ci crederebbe?

Nessuno, che i prezzi azionari attuali sono bolle gonfiate lo sanno tutti. Infatti la FED non può nemmeno iniziare a dire “stringere” senza mandare i mercati direttamente in picchiata. Ad esempio a Dicembre, dopo ripetuti e straripetuti annunci dell’intenzione di alzare i tassi di miseri 25 punti base, la FED li ha alzati solo la metà di questa percentuale, un intero punto percentuale sotto il tasso di inflazione corrente (altro non significa che la FED sussidia la il prestare). Anche così, i mercati hanno avuto un colpo che li ha mandati giù rotolando nel peggior inizio nuovo anno finanziario nella storia.

Perché?

Perché tutti sanno che i prezzi sono falsi. Tutta schiuma montata dagli interessi zero e dall’alleggerimento quantitativo(QE), tutto, ma proprio tutto. E non c’è un possibile fondo che si possa toccare per fermarsi, ecco perché la FED è in apprensione, perché se il mercato fa un movimento inatteso e i prezzi dell’azioni vanno in caduta libera non si può sapere dove andranno ad atterrare. Potremmo assistere al crash del secolo in poche settimane. Nessuno può dirlo.

Un articolo eccellente sulla tematica è apparso poche settimane fa su Yahoo, l’articolo si intitola: “La FED è la causa del 93% di tutte le operazioni di borsa dal 2008 ad oggi”.

Secondo l’analista economico Brian Barnier, i prezzi azionari hanno raggiunto tali livelli stratosferici perché “La Federal Reserve si è messa a inondare di dollari i mercati finanziari attraverso l’acquisto di obbligazioni”.

Ok, ma se la FED è responsabile del 93% della festa, quanto devono abbassarsi i prezzi affinché riflettano veramente i fondamentali?

Molto e a lungo, più di quanto chiunque possa immaginare. Ecco perché la FED non ha venduto e probabilmente mai venderà nessuno dei 4500 miliardi di titoli finanziari attualmente sul suo bilancio. Sono troppo preoccupati che gli investitori possano interpretarlo come un segno che la FED ha deciso di smettere di fare da stampella ed imboccare i mercati, fatto che innescherebbe un circolo vizioso di vendite compulsive. In parole povere la FED non ha altra scelta che tenersi un bilancio interno gonfiato fino al giorno del giudizio o oltre.

Tornando alla questione iniziale: come mai i prezzi delle azioni hanno continuato a salire quando, nel 2014, la FED ha interrotto le sue operazioni di pompaggio di liquidità?

Risposta: I Buybacks (pratica di vendere e ricomprare le proprie stesse azioni allo scopo di manipolarne il prezzo al rialzo)

Osserviamo questo grafico tratto da contra corner di David Stockman. Aiuta a comprendere le modalità di rialzo dei prezzi, non per i solidi fondamentali, ma perché i grossi amministratori delegati hanno preso pesanti prestiti dal mercato obbligazionistico allo scopo di ricomprare le loro stesse azioni.

Proprio così, i grandi boss delle corporations hanno accumulato debiti su debiti per gonfiare i prezzi delle azioni delle rispettive aziende in maniera da poter mietere faraonici profitti sotto forma di bonus per il loro operato. Manipolazione sfacciata e di bassa lega, tuttavia perfettamente legale.

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(Chart Of The Day: The Perfect Correlation——Stock Buybacks And The S&P 500 Since 2010, Contra Corner)

Ecco qual è il fattore che mantiene i prezzi elevati. Non le false statistiche sull’occupazione, non la fantomatica ripresa dell’immobiliare e di certo non la fiducia nella magra ripresa vantata dalla Yellen (Governatore Federal Reserve USA). Il tutto si basa su approvvigionamento di denaro facile per le banche, ingegneria finanziaria e frode. Ecco il succo del mercato finanziario attuale.

Ecco un estratto shock da Bloomberg:

“I titoli dello Standard & Poor’s 500 hanno ricomprato, secondo stime 165 miliardi di dollari in azioni in questo quarto, avvicinandosi al record del 2007” (There is only one buyer keeping S&P’s 500 bull market alive, Bloomberg).

165 miliardi di dollari in un quarto si traduce in 660 miliardi l’anno, è una barca di soldi, sufficiente a fare salire i prezzi indefinitamente, almeno finché i piccoli investitori non ne possono più e se ne tirano fuori. E lo stanno già facendo. Secondo una relazione recente della Bank of America (Buyback Blackout Period Starts Monday: Is This The Catalyst That Ends The S&P Rally?, Zero Hedge)):

“I clienti BofAML (sezione investimenti di Bank of America) sono stati venditori netti di azioni USA per 7 settimane consecutive….Hedge funds e clienti privati altrettanto…

Coclusione di BoFa: “I clienti non credono nella tenuta dei titoli e continuano a vendere” e vendono perlopiù alle aziende la cui attività di ri-acquisto è vicina ai massimi storici: “i buybacksaziendali sono accellerati per la terza settimana consecutiva raggiungendo il livello massimo negli ultimi 6 mesi, livello superiore al livello analogo dello stesso periodo dell’anno passato” (Buyback Blackout Period Starts Monday: Is This The Catalyst That Ends The S&P Rally?, Zero Hedge)

VENDERE.VENDERE.VENDERE. Pare che gli unici che non si avviano verso l’uscita siano i grossi dirigenti aziendali che vogliono un’altra scorpacciata prima che il mercato dica addio. Ancora da Bloomberg:

“I buybacks aziendali rappresentano l’unica fonte di domanda per le azioni delle grosse aziende quotate sui mercati”, Dave Kostin, capo della strategia azionistica di Goldman Sachs Group Inc. ha così affermato in una intervista televisiva a Bloomberg del 23 Febbraio scorso”. (Bloomberg).

“L’unica fonte di domanda?” Cioè, gli unici che comprano queste azioni sono gli stessi che le offrono sul mercato?

Proprio così, e se c’è una colpa è dei loro fedelissimi amici alla FED. Non fosse stato per la politica dei tassi zero e i 4000 miliardi di QE, l’ultima ondata suicida di speculazione finanziaria non avrebbe avuto luogo. Ammettiamolo, con tassi normali gli amministratori delegati non potrebbero prendere in prestito denaro per ricomprare le loro azioni. Sarebbe una operazione troppo cara e il problema non ci sarebbe affatto. Il credito facile gonfia bolle e di gran lunga il maggior produttore mondiale di soldi gratis al mondo oggi altri non è che Janet Yellen.

Quindi, dove va a parare tutto questo? Che intenzioni ha la FED? Di certo, dopo 7 anni della stessa cosa ripetuta all’infinito, la FED si aspetterà qualcosa di diverso, no?

No, assolutamente no, dopotutto alla FED non sono malati di mente, tutt’altro. Sanno benissimo quello che fanno. Sanno che la loro politica monetaria consiste nel “tirare la corda finché tiene” e che non ha nessun beneficio per il lavoro, l’investimento o la crescita, come sanno perfettamente anche che il QE non scatenerà l’inflazione almeno finché i salari sono tenuti sotto controllo. Lo sanno così bene perché hanno ottenuto gli stessi risultati in ogni paesi dove hanno applicato la stessa combo dieasy money e austerity. Teniamo a mente che la cricca delle banche centrali ha applicato lo stesso identico programma in Gran Bretagna, Unione Europea, Giappone, Stati Uniti. In ognuno dei casi elencati la classe politica ha messo la crescita in sordina (tagliando la spesa pubblica), mentre le banche centrale pompavano allegramente miliardi nel sistema finanziario. E il risultato è stato esattamente quello che ci si poteva aspettare: la classe dei grossi investitori ha messo mani sui miliardi mentre l’economia languisce attaccata al respiratore. Servono altre prove?

Come detto, il fenomeno non si limita all’America. E’ una ristrutturazione in corso delle economie occidentali dominanti che consiste in un progressivo allontanamento da un modello democratico dove i Governi rappresentativi decidono le loro politiche. Il Nuovo Ordine è fatto di cambiamenti nei fondamenti dell’economia politica, una economia che oggi serve esclusivamente gli interessi dell’1% al top. Benvenuti nel Mondo Nuovo della FED (gioco di parole con Brave New World di Aldous Huxley nell’originale).

La chiave per le elites del potere reale, che controllano l’intero apparato effettivo dietro le colonne di fumo rappresentate dalle banche centrali, è l’inflazione. Finché l’inflazione si mantiene bassa le banche centrali possono tenere attiva la corsia automatica che spinge sempre più ricchezza verso i ricconi dominanti. Ecco perché non si può consentire all’economia di crescere, se l’economia crescesse più velocemente e più gente lavorasse la pressione salariale generata costringerebbe le banche centrali ad alzare i tassi.

Le elites questo non possono permetterlo, un rialzo dei tassi di interesse minaccerebbe il loro treno di soldi facili su pilota automatico. Per questo motivo l’economia va strangolata con l’austerità così che gli ultraricchi possono continuare a razziare lucro per loro stessi. Nessuna sorpresa se l’economia si manterrà stagnante nel prevedibile futuro. E’ una scelta politica precisa.

Ecco il motivo reale dietro l’austerità. Niente a che vedere con preoccupazioni rispetto al debito federale o ad ampliamento del deficit. Aria fritta. Il succo è solo e soltanto controllare l’inflazione in maniera desiderata in maniera che agli oligarchi vada sempre e comunque la fetta grossa della torta. Fine della storia.

Come detto prima, la FED sa benissimo quello che sta facendo, proprio come tutte le banche centrali lo sanno. Non c’è nulla di difficile da capire, è un piano piuttosto lineare ma disonesto per ristrutturare l’economia in modo che un pugno di plutocrati già ricchi da far schifo finiscano per controllare letteralmente tutto. Questo è l’obiettivo. Prima di essersi presi tutto non si fermeranno.

Come si può invertire questo andamento?

Sfortunatamente a questa domanda non ho più risposte.

 

Mike Whitney

Fonte: www.counterpunch.org

Link:  http://www.counterpunch.org/2016/03/23/can-you-figure-out-what-this-chart-means/

23.03.2016

 

Traduzione per www.comedoncisciotte.org a cura di CONZI

Boris Johnson per il “Leave”

Boris Johnson esclusivo: C’è un solo modo per ottenere il cambiamento che vogliamo — Votare per lasciare l’UE

David Cameron ha fatto del suo meglio, ma un voto per Remain a Bruxelles sarà considerato come luce verde per una ulteriore erosione della democrazia

di Boris Johnson
22 Feb 2016

Io sono europeo. Ho vissuto molti anni a Bruxelles. E amo parecchio quel posto.
Quindi mi offende il nostro continuo confondere l’Europa — la sede della più grande e ricca cultura nel mondo, di cui la Gran Bretagna è e sarà sempre parte — con il progetto politico dell’Unione Europea. È quindi importante chiarire che non c’è nulla di necessariamente anti-europeo o xenofobo nel votare Leave il 23 giugno.

Ed è importante ricordare questo: non siamo stati noi in GB a cambiare. È stata l’Unione europea a farlo. Negli ultimi 28 anni, da quando ho iniziato a scrivere per questo giornale sul Mercato Comune — allora si chiamava così — il progetto europeo si è trasformato ed è cresciuto al punto da diventare irriconoscibile, un po’ come la distesa dei nuovi palazzi di vetro e acciaio delle istituzioni EU che ora si stagliano sopra le stradine acciottolate, nel cuore della capitale belga.
Quando sono andato a Bruxelles nel 1989, ho trovato funzionari (molti dei quali britannici) ben intenzionati ad abbattere le barriere commerciali con una nuova procedura — approvata da Margaret Thatcher — detta Voto a Maggioranza Qualificata. Gli sforzi di armonizzazione a volte erano comici: ho informato i miei lettori sugli euro-preservativi e sulla grande guerra contro i cocktail inglesi di gamberetti al croccante. Poi venne la riunificazione tedesca, e gli sforzi di Delors, Kohl e Mitterrand mossi dal panico di “bloccare” la Germania in Europa tramite l’euro; e da allora il ritmo dell’integrazione non è più rallentato.

Quando hanno aderito nuovi paesi, abbiamo assistito ad un frettoloso ampliamento dell’area del Voto a Maggioranza Qualificata, per cui la Gran Bretagna ora può essere messa in minoranza sempre più spesso (come è accaduto negli ultimi cinque anni). Abbiamo avuto non solo il trattato di Maastricht, ma anche quelli di Amsterdam, Nizza, Lisbona, e ciascuno di questi ha comportato un’estensione del potere UE ed un accentramento di potere a Bruxelles. Secondo la Biblioteca della Camera dei Comuni, qualcosa tra il 15 e il 50 per cento della legislazione del Regno Unito ora proviene dall’UE; e va ricordato che questo è un tipo di legislazione molto speciale. È inarrestabile, ed è irreversibile — dal momento che può essere abrogata solo dalla stessa UE. Chiedetevi quanta legislazione UE la Commissione ha effettivamente fatto ritornare indietro attraverso i suoi vari programmi per snellire la burocrazia. La risposta è: nulla. È per questo motivo che il diritto comunitario è paragonato ad un meccanismo che gira solo in avanti.

“Stiamo assistendo a un processo lento e invisibile di colonizzazione legale, in quanto l’UE si infiltra quasi ogni settore della politica pubblica”
Boris Johnson

Stiamo assistendo ad un processo lento e invisibile di colonizzazione legale, in quanto l’UE si infiltra in quasi ogni settore della politica pubblica. Inoltre — questo è il punto chiave — l’Unione Europea acquista supremazia in ogni campo che tocca perché una delle basi dell’adesione britannica, accettata nel 1972, è che ogni questione che coinvolge l’UE debba finire in Lussemburgo per essere giudicata dalla Corte di Giustizia Europea.

Ma un conto era quando tale giudice si occupava solo di mercato unico, garantendo che ci fosse commercio libero ed equo in tutta l’UE. Ora siamo molto oltre quella fase. In base al trattato di Lisbona, la Corte ha assunto il potere di far valere i diritti individuali in base alla clausola-55 della “Carta dei diritti fondamentali”, tra cui sono compresi diritti speciali come il diritto di costituire una scuola, o il diritto di “esercitare una professione liberamente scelta” ovunque nell’UE, o il diritto di avviare un’impresa.

Questi non sono diritti fondamentali nel senso in cui noi normalmente intendiamo questo termine, e la mente vacilla pensando a come saranno imposti. Tony Blair ci ha raccontato che aveva un opt-out da questa Carta. Ma, ahimè, tale opt-out non si è dimostrato duraturo sul piano legale, e ci sono reali timori tra i giuristi britannici sull’attivismo della Corte.

Più l’Unione Europea agisce e meno spazio resta per il processo decisionale nazionale. A volte queste norme UE suonano semplicemente ridicole, come la regola che non si può riciclare una bustina di tè, o che i bambini sotto gli otto anni non possono far scoppiare i palloncini, i limiti sugli aspirapolvere. A volte possono essere veramente irritanti — come quando ho scoperto, nel 2013, che non c’era nulla che potessimo fare per avere le finestre delle cabine dei camion progettate meglio, per evitare che i ciclisti restino schiacciati. Doveva essere fatto a livello europeo, ed i francesi erano contrari.

A volte l’opinione pubblica può vedere fin troppo chiaramente l’impotenza dei politici che ha eletto — come sul tema dell’immigrazione. Questo la fa infuriare: non tanto per i numeri quanto per la mancanza di controllo. Questo è ciò che intendiamo per perdita di sovranità — l’impossibilità per la gente di prendere a calci, alle elezioni, gli uomini e le donne che controllano le loro vite. Stiamo assistendo ad una spoliazione dei cittadini dal potere che dovrebbero detenere, e sono sicuro che questo sta contribuendo al senso di disimpegno, all’apatia, all’idea che i politici sono “tutti uguali” e che non possono cambiare nulla, e alla crescita di partiti estremisti.

La democrazia conta; e trovo profondamente preoccupante che ai greci venga imposto cosa fare con il loro Bilancio e con la spesa pubblica, a dispetto delle enormi sofferenze della popolazione. E ora l’Unione Europea vuole andare oltre. C’è un documento che circola a Bruxelles chiamato “Il Rapporto dei Cinque Presidenti”, in cui i responsabili delle varie istituzioni UE fanno una mappa delle vie per salvare l’euro. Il tutto comporta una maggiore integrazione: un’unione sociale, un’unione politica, un’unione di bilancio. In un momento in cui Bruxelles dovrebbe decentrare il potere, lo sposta sempre più verso il centro, e non c’è modo che la Gran Bretagna possa evitare di esserne influenzata.

“In un momento in cui Bruxelles dovrebbe decentrare il potere, lo sposta sempre più verso il centro, e non c’è modo che la Gran Bretagna possa evitare di esserne influenzata”
Boris Johnson

David Cameron ha fatto del suo meglio, e ha ottenuto più di quando molti si aspettassero. Nell’accordo c’è qualche utile espressione sul fatto che la “unione sempre più stretta” non si applica al Regno Unito, sulla protezione dei membri UE fuori dall’euro rispetto a quelli dentro, e sulla concorrenza e la deregolamentazione.
C’è un eccellente disegno di legge nazionale in arrivo che afferma la sovranità del Parlamento britannico, frutto dell’eroico lavoro intellettuale di Oliver Letwin, che potrebbe raffreddare alcuni dei voli della fantasia federalista della Corte e della Commissione. Cose buone e giuste, ma che non possono fermare la Macchina; nella migliore delle ipotesi possono mettere temporanei ed occasionali dispositivi di blocco nel meccanismo.

C’è un solo modo per ottenere il cambiamento di cui abbiamo bisogno, ed è votare per andarsene, perché tutta la storia europea dimostra che ascoltano un popolo solo quando dice No. Il problema fondamentale resta che loro hanno un ideale che noi non condividiamo. Vogliono creare un’unione federale, “e pluribus unum“, mentre la maggior parte dei britannici non lo vuole.

È tempo di cercare un nuovo rapporto, in cui noi riusciamo a districarci dalla maggior parte degli elementi sovranazionali. Nelle prossime settimane sentiremo molto parlare dei rischi di questa opzione; il rischio per l’economia, il rischio per la City di Londra, e così via; e anche se tali rischi non possono essere del tutto scartati, penso che siano molto esagerati. Abbiamo già sentito questo genere di argomenti in passato, sulla decisione di non entrare nell’euro: in realtà è avvenuto proprio l’opposto.

Ammetto anche che c’è il rischio che un voto per lasciare l’UE, nella sua forma attuale, possa causare nuove tensioni nell’Unione tra Inghilterra e Scozia. D’altra parte, la maggior parte dei dati visti suggerisce che gli scozzesi voteranno all’incirca sulle stesse linee degli inglesi. Ci verrà detto che un Brexit potrebbe incoraggiare Putin, anche se a me pare che possa essere più incoraggiato, per esempio, dalla relativa passività dell’Occidente in Siria.

Soprattutto, ci verrà detto che, nonostante tutte le carenze democratiche della UE, per noi sarebbe meglio rimanere dentro per l’”influenza” che possiamo esercitare. Questo argomento mi pare sempre meno convincente. Solo il 4% del personale che prende decisioni nella Commissione è fatto di cittadini del Regno Unito, mentre la Gran Bretagna ha il 12% della popolazione dell’Unione Europea. Non è chiaro perchè la Commissione dovrebbe essere in grado di conoscere le esigenze dell’impresa e dell’industria del Regno Unito meglio della miriade di funzionari dello UK Trade & Investment o del Department for Business, Innovation and Skills.

Se vince il Leave, sarà certamente necessario negoziare un gran numero di accordi commerciali a grande velocità. Ma perché dovrebbe essere impossibile? Ci siamo così abituati alla Nonna a Bruxelles da diventare infantili, incapaci di immaginare un futuro indipendente. Abbiamo governato il più grande impero che il mondo abbia mai visto, con una popolazione nazionale molto più ristretta di adesso e con un Civil Servicerelativamente piccolo. Siamo davvero diventati incapaci di fare accordi commerciali? Avremo almeno due anni in cui i trattati esistenti saranno ancora in vigore.

Il rischio reale riguarda il sentimento generale dell’Europa, e il prestigio del progetto europeo. Dobbiamo prendere sul serio questo rischio. Dobbiamo ricordare che questa visione federalista non è un’idea ignobile. Nasce per i più alti motivi — mantenere la pace in Europa. Le persone che gestiscono le varie istituzioni dell’UE — che ci piace insultare in modo grossolano — sono, nella mia esperienza, funzionari dotati di principi morali e intelligenti. Hanno fatto alcune cose molto buone: penso, per esempio, al lavoro di Sir Leon Brittan come Commissario per la Concorrenza, e alla sua lotta contro gli aiuti di Stato.
Hanno solo una visione diversa sull’Europa. Mi auguro che sapranno vedere un voto per ilLeave come una sfida, non solo per trovare un nuovo rapporto di armonia con la Gran Bretagna (in cui i benefici possano essere mantenuti), ma anche per recuperare parte della competitività che il continente ha perso negli ultimi decenni.

Qualunque cosa accada, la Gran Bretagna ha bisogno di essere di supporto per i suoi amici e alleati — ma sulle linee originariamente proposte da Winston Churchill: interessati, associati, ma non assorbiti; con l’Europa continentale — ma non compresi dentro. Abbiamo passato 500 anni a cercare di evitare che le potenze europee continentali si unissero contro di noi. Non c’è alcun motivo (per le persone sensate) che questo debba accadere ora, e ci sono tutte le ragioni per rapporti cordiali.

Per molti conservatori, questa questione è già stata un’agonia. Molti di noi sono profondamente divisi interiormente, e siamo divisi tra di noi. Sappiamo che non siamo d’accordo sulla sostanza, ma spero che si possa essere tutti d’accordo a concentrarci sugli argomenti; a giocare con palla e non con le persone.

Alla fine di tutto vogliamo ottenere un risultato e poi andare avanti uniti intorno a David Cameron — continuando a fornire posti di lavoro migliori, abitazioni migliori, una migliore salute, migliore educazione e qualità della vita per i nostri elettori per i quali (siamo franchi) l’UE non è sempre il problema numero uno.

È solo per merito del Primo Ministro, per il suo coraggio e la sua energia, e per il fatto che ha ottenuto la maggioranza per un governo conservatore, che ora abbiamo un referendum. Non dimenticate mai che se fosse stato per Jeremy Corbyn e per il cosiddettoPeople’s Party, la gente sarebbe tenuta completamente fuori dalla decisione.

Questo è il momento giusto per avere un referendum, perché nel momento in cui l’UE cambia, anche la Gran Bretagna sta cambiando. Questo è un grande paese che ora va a velocità straordinaria. Siamo leader europei, se non mondiali, in molti settori dell’economia del 21° secolo; non solo nei servizi finanziari, ma anche nei servizi alle imprese, nei media, nelle scienze biologiche, nelle università, nelle arti, nella tecnologia di tutti i tipi (tra le 40 aziende tecnologiche europee con valore superiore a 1 miliardo di dollari, 17 sono britanniche); e abbiamo ancora un settore manifatturiero fertile.
Ora è il momento per guidare questi prodotti e servizi al successo non solo in Europa, ma nei mercati in crescita oltre l’UE. Questo è il momento di essere coraggiosi, di fare nuove conquiste — non di attaccarsi alle gonne della Balia a Bruxelles, lasciando tutte le decisioni a qualcun altro.

“Questo è il momento di essere coraggiosi, di fare nuove conquiste — non di attaccarsi alle gonne della Balia a Bruxelles, lasciando tutte le decisioni a qualcun altro.”
Boris Johnson

Abbiamo dato tanto al mondo, di termini di idee e di cultura, ma il più prezioso prodotto britannico di esportazione, quello per cui siamo più famosi, è proprio quello che viene ora sempre più messo in pericolo: la democrazia parlamentare — il modo in cui le persone esprimono il loro potere.

Abbiamo una di quelle possibilità che si presentano una sola volta nella vita: votare per un reale cambiamento nei rapporti tra la Gran Bretagna e il resto dell’Europa. Questa è l’unica opportunità che avremo mai per dimostrare che ci preoccupiamo per la nostra auto-determinazione. Un voto al Remain sarà visto a Bruxelles come luce verde per più federalismo e per l’erosione della democrazia.

Nelle prossime settimane, il punto di vista di quelli come me importerà sempre meno, perché la scelta appartiene al vero sovrano — il popolo del Regno Unito. E nella materia della propria sovranità il popolo, per definizione, saprà fare la cosa giusta.

 

Fonte : zoekellersite.wordpress.com